L’idea è di creare un “libro d’oro” online della Veronica, per riscoprire e far conoscere questa reliquia che ha mosso i nostri padri in tutta Europa riprendendo e completando il lavoro di Karl Pearson pubblicato nel 1887. Pearson così concludeva Die Fronica: «Nella nostra epoca, che si impegna a ricercare il corso di una saga dall’India all’Islanda, spero non si ritenga superfluo questo tentativo di descrivere l’origine e lo sviluppo di una storia che ha esercitato un così grande influsso sui prodotti letterari e figurativi dei nostri padri per tre secoli». Le mappe saranno presentate nell’estate del 2013 al Meeting di Rimini come parte della mostra “Il Volto Ritrovato”.
Il Velo di Manoppello
All’origine del progetto Veronica-Route è il Volto di Cristo impresso o dipinto su entrambe le facce di un sottilissimo velo quasi trasparente conservato dal 1500 a Manoppello.
Il Volto ha gli occhi e la bocca aperti, l’espressione è serena ma sono evidenti tracce di sofferenza: naso gonfio e disassato, labbra insanguinate, un livido sullo zigomo; le misure del Volto coincidono con quelle dell’Uomo della Sindone.
Il Velo corrisponde alle descrizioni delle antiche Acheropite perdute:
- la Camuliana apparsa nel quarto secolo in Cappadocia e perduta durante le lotte iconoclaste;
- il Mandylion di Edessa, portato nel 943 a Costantinopoli e perduto con la quarta crociata del 1204;
- la Veronica romana che, tra il 1200 e il 1500, fu la reliquia più importante della cristianità, è stata forse trafugata durante il Sacco di Roma ma la sua perdita non è mai stata confermata. Nel 1999, padre Heinrich Pfeiffer dichiarò che la Veronica romana era stata ritrovata a Manoppello. Nel 2006 Papa Benedetto XVI visitò Manoppello.

In VeronicaRoute, l’organizzazione geografica e storica delle immagini vorrebbe far luce su come doveva essere la Veronica vista da Dante e Lutero e sulla sua possibile compatibilità col Velo di Manoppello. E forse il progetto può essere uno strumento per ricordare quanto l’affetto per Cristo sia parte della storia europea, così come lo ha scritto il laico Benedetto Croce: «la continua e violenta polemica antichiesastica, che percorre i secoli dell’età moderna, si è sempre arrestata e ha taciuto riverente al ricordo della persona di Gesù, sentendo che l’offesa a lui sarebbe stata offesa a sé medesima, alle ragioni del suo ideale, al cuore del suo cuore». (B.Croce Perché non possiamo non dirci “cristiani”, 1943)
Struttura del sito:

Googlemap. In alto nell’homepage di VeronicaRoute si trovano i link alle 3 mappe delle veroniche, VeronicaMap VI-XV VeronicaMap XVI VeronicaMap XVII-XXI; il link ai libri d’ore e alla loro mappa. Google Earth. Per visualizzare tutte le mappe insieme, aprire questo link “allmaps” con Google Earth.
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In ogni post l’immagine principale è linkata al suo segnaposto nella mappa di Google, così come la miniatura nei segnaposti di Googlemap riporta alla pagina di Veronica Route.
Tutti i post sono ordinati cronologicamente in ordine discendente. A ogni post è assegnata la data storica dell’opera.
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Una cornice azzurra caratterizza le miniature dei post che contengono solo passaggi storici. Le miniature dei post che contengono testi (poesie, romanzi, saggi, …) riportano il nome e la foto dell’autore. Attraverso i menu, si può scegliere di visualizzare le Veroniche per soggetti o periodi. Col pannello ricerca si può verificare se un artista o una città sono già presenti; o ricercare tutte le Veroniche di un Paese. La ricerca avanzata permette di visualizzare e riordinare i risultati, scelti per soggetti, periodi e caratteristiche, in Veronica Route e in Google-earth.
Vuoi collaborare?

Chiunque avesse presente delle riproduzioni della Veronica (santa Veronica e Volto Santo, ma anche Via Crucis particolarmente significative), o dei testi in cui è citata la reliquia romana o il Volto di Cristo, è invitato a inviarci i riferimenti. E chi volesse collaborare alla ricerca, può fare una visita nei musei di antichità della sua città, alle chiese e alle sacristie, alle edicole, alle Vie Crucis, facendo anche riferimento ai percorsi della Via Francigena. E’ sufficiente inviare una foto, con autore, periodo e localizzazione all’indirizzo mail: raffaella.zardoni @ mac.com
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